Tutti gli associati FISPS devono sentirsi orgogliosi di appartenere a questa Federazione. Abbiamo la fortuna di essere rappresentati da persone molto valide che veramente hanno dimostrato cuore e abnegazione per la causa, gioia di donare il proprio tempo, impegno e capacità dove vi è sofferenza.

Facendo queste considerazioni, il mio pensiero va a tutte quelle persone che si sono messe subito a disposizione dopo la terribile scossa di terremoto del 20 maggio 2012.

I miei primi pensieri sono stati rivolti ad amici e conoscenti che vivono in quelle importanti terre che rivestono un grande ruolo per l’economia nazionale e lì esiste anche la sezione Monte Cimone che appartiene alla nostra Federazione. Una piccola sezione di persone valide, presieduta dall’amico Oscar, che sta facendo molto per i terremotati e che ben rappresenta l’intera Federazione Italiana Sicurezza Piste Sci.

Dal suo diario giornaliero si evince tutto il dramma di quelle persone, ma nel contempo la voglia di non piegarsi ad un triste destino e di voler riprendere quanto prima, nonostante ci vorrà molto tempo, una vita normale, fatta di lavoro e studio, con la famiglia e seguendo le proprie passioni.

La Sezione Monte Cimone ha già fatto molto in questi ultimi 12 giorni:

  • 20/05/2012 alle ore 06:00 Oscar interviene sulle zone terremotate in quanto infermiere “118 Modena Soccorso”, portando materiali ed attrezzature elettromedicali che il gruppo utilizza d’inverno presso la stazione invernale Cimone. Hanno fatto fronte ai soccorsi sanitari e provveduto all’evacuazione di 2 ospedali modenesi (Mirandola e Finale Emilia). Nelle sue note auspicava presto in una fase di ricostruzione o quanto meno di ripristino, dove la Sezione continuerà a dare il proprio contributo;
  • a nome della sez. Emilia Romagna ha ringraziato tutti per l’affetto dimostrato alla loro regione. Riprendendo le sue testuali parole scrive: “Questo ci fa capire ancora di più che  FISPS è prima di tutto una grande ed allargata famiglia. Ringrazio tutti ancora una volta, chiedendo scusa del ritardo nel rispondere, ma vengo da 40 ore di lavoro in ambulanza”;
  • nei giorni successivi continuando il lavoro, sono riusciti ad allestire ben 4 punti medici avanzati in provincia di Modena (Mirandola, Finale Emilia, San Felice, Massa Finalese), terminando così la prima fase cioè quella dell’emergenza. La nuova fase ora è quella della gestione dell’evento;
  • il giorno 24 maggio 2012 la sezione Emilia Romagna, grazie al contributo di “Acqua Monte Cimone” ha consegnato 15 quintali di acqua alla tendopoli di San Felice (Mo) della Protezione Civile coordinato dalla Croce Blu di San Felice Anpass;
  • In questi ultimi giorni, alla sezione regionale viene chiesto di essere in supporto in caso di Emergenza Sanitaria. Si lavora a stretto contatto con il “Dipartimento di Protezione Civile Regione Emilia Romagna e di Modena”, “Dipartimento d’Emergenza Urgenza Usl di Modena”, “Centrale Operativa 118 Modena Soccorso”;
  • Con un’ambulanza composta da Soccorritore, Infermiere e Medico Rianimatore sempre membri della Federazione, sono stati effettuati soccorsi e hanno contribuito all’evacuazione dell’Ospedale di Carpi;
  • Ora è stato loro richiesto di essere reperibili 24 ore su 24 e pronti a partire in caso di nuove scosse con crolli. Sempre Oscar si augura “…sinceramente speriamo che presto finisca tutto.” 

In questo breve sunto, non posso dimenticare neppure le prime sensazioni descritte dall’amico Davide, che ha da poco terminato il corso soccorritori in Friuli V.G. promosso da CReSP, che in quelle terre lavora come VV.FF. ed avremo l’onore di averlo nell’organico della prossima stagione invernale. Dalle sue parole traspare tutta la drammaticità di un’esperienza che non ti lascia indifferente e che risulta difficile da dimenticare. Lui stesso mi scrive “…sono lì da quando ha iniziato a tremare, durante la scossa di martedì ero a Mirandola (epicentro) ti dirò …. mai provato una cosa simile, tutto il terreno che si muove avanti e indietro…”

Tutto questo ci deve offrire occasione per alimentare e favorire la vicinanza a queste persone, che per noi sono degli eroi che nessuno li conosce o ne sente parlare per televisioni e quotidiani. La loro opera non deve passare nell’indifferenza, ma deve essere raccontata perché non ci sono secondi fini o desideri crescenti da realizzare. Non ci sono maggiori guadagni o continue accumulazioni, ma ci si sofferma a cogliere la vera essenza della vita, che non è nel materialismo nelle cose.

Se a queste persone chiedessimo se si sentono degli eroi, sono certo che risponderebbero:”Ho fatto solo il mio dovere, vi dico io chi sono gli eroi”. La realtà è quella che appare e non si può cambiare radicalmente, ma forse la si può migliorare, grazie all’aiuto di queste meravigliose persone.