Si è disputata domenica 08 agosto 2010 la prima gara di mountain bike, a Piancavallo, specialità Downhill ed il percorso prescelto dagli organizzatori si sviluppava sulla pista Salomon. Si trattava indubbiamente di un tracciato molto tecnico e molto impegnativo lungo 1765 mt con un dislivello di 340 mt.

Hanno impressionato molto le velocità che raggiungevano e per rendervi conto i migliori concorrenti per scendere tutto il tragitto hanno impiegato circa 3’24’’! Tempi da brividi e rischi elevatissimi. Sicuramente si tratta di una vera e propria attrazione per il pubblico amante di sport estremi.

Vi consiglio di collegarvi al sito Ornedo Sport e vedere gli spettacolari filmati registrati da una “camera on board” sulle bici degli apripista, potrete così comprendere tutti i pericoli insiti nel tracciato.

La Promotur di Piancavallo ha certamente disposto protezioni lungo tutta la pista con reti e materassi senza nulla lasciare al caso e forte dell’esperienza maturata dalla direzione sportiva su tutte le competizioni che vengono svolte nel comprensorio di Piancavallo.

E’ tuttavia evidente che cadere ad elevata velocità su sassi e pietrisco non è mai come cadere su una pista da sci!!!

Facendo una breve considerazione della giornata in cui anche Fisps ha prestato il proprio supporto affianco alla Fmsi (Federazione Medico Sportiva Italiana), si evince che le nostre procedure operative ed il nostro materiale hanno dimostrato essere adattabili anche in un contesto diverso dalla pista da sci.

Ovviamente ci sono importanti varianti come, per esempio, la mancanza degli sci e quindi le relative difficoltà di  operare su fondo scivoloso se non addirittura ghiacciato vengono meno, temperature più miti e la mancanza del trasporto con akja (la slitta studiata per il trasporto a valle) sostituito da un pick up (per i casi meno gravi).

Soprattutto al mattino, il fondo era comunque scivoloso per effetto della rugiada e questo poteva essere un motivo di pericolo anche per gli stessi soccorritori che potevano incorrere, a loro volta, in distorsioni o slogature. Infine il materiale quali materassi e ferule a depressione, in caso di bisogno, andava utilizzato con molta attenzione in quanto i sassi taglienti avrebbero potuto lacerarli.

Da una prima analisi, ritengo che nel soccorso sulla neve risulta più veloce l’affidamento dell’infortunato al personale sanitario 118 in quanto il trasporto con akja è certamente più pratico rispetto ad una discesa scoscesa con un fuoristrada, anche per lo stesso traumatizzato.

Anche in questa nuova avventura Fisps-Friuli-V.G. ha potuto dimostrare che si tratta di un’organizzazione ricca di risorse e potenzialità disponibile per organizzare manifestazioni sportive all’insegna della sicurezza.