Torniamo a pubblicare articoli anche nell’anno 2010, continuando la tradizione degli anni scorsi, nel proporre alcune nostre riflessioni che nascono da fatti accaduti sulle piste da sci, ripresi nei quotidiani, e che purtroppo hanno coinvolto anche un nostro collega pattugliatore appartenente alla nostra Federazione Italiana Sicurezza Piste Sci.

Si legge sul quotidiano “Il Gazzettino” del 21/01/2010 edizione di Belluno che il nostro collega che opera nel comprensorio di Arabba mentre stava per raggiungere uno sciatore che si trovava in condizioni gravi a causa di un volo fuori pista ad elevata velocità, è stato a sua volta investito da un altro sciatore riportando un ematoma alla gamba.
Nell’edizione pordenonese, invece, si legge che nella stazione di Piancavallo si parla di difficili situazioni da gestire sulle piste ed interventi che richiedono molta flessibilità nella loro singola gestione.
Si passa da interventi in pista causati da cadute accidentali, collisioni tra sciatori, bambini che si allontanano dai genitori a sciatori ubriachi che scendono le piste in situazioni di estremo pericolo per gli altri e per la loro stessa incolumità.
Questo breve riassunto di alcuni degli interventi che capita di presenziare al gruppo FISPS in collaborazione con le Forze dell’ordine hanno tutti un denominatore comune: la superficialità con cui gli sciatori si avvicinano a questo sport che dovrebbe essere puro divertimento.
Le centinaia di persone che prendono d’assalto le piste ogni week end devono comprendere che sugli sci ci vuole la massima prudenza!
Ci sono davvero troppi incidenti, troppa gente che con disinvoltura si lancia sulle piste e che si rendono protagonisti nei “bollettini degli incidenti” di fine giornata.

Mi chiedo dove sia lo spirito sportivo se le Forze dell’ordine devono cominciare a controllare le piste muniti di alcoltest e sanzionare atteggiamenti che nulla hanno a che fare con il senso civico ed il rispetto degli altri!!!
Mi chiedo, inoltre, se lo sviluppo di attrezzatura per lo sci sempre più performante sia come possedere una macchina da F1 e circolare per i centri urbani.Bisogna assolutamente lavorare di più su questo fronte ed il nostro gruppo l’ha capito e già da qualche tempo sta investendo tempo e risorse in un progetto che coinvolge gli alunni delle scuole regionali. Si entra nelle scuole e si fa capire ai ragazzi quali possano essere le conseguenze di un’irregolare condotta in pista e si spiega quali sono le 10 regole base (c.d. decalogo dello sciatore), recepito anche dalla legge 24 dicembre 2003 n. 363. È un progetto che sta riscontrando grande successo ed i direttori didattici hanno dimostrato forte interesse.