Quale referente FISPS per la comunicazione, designato prima in Friuli-V.G. e poi riconosciuto anche a livello nazionale dal Presidente attualmente in carica, mi sento di scrivere questa lettera per riflettere assieme a voi su alcuni aspetti che riguardano il Gruppo regionale a cui orgogliosamente sono felice di appartenere.

Permettetemi di iniziare con una citazione del poeta latino Orazio.

“Est modus in rebus: sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum”.

Cosa sta dicendo Federico? E’ per caso impazzito? Siamo sciatori, che apparteniamo ad una Associazione, siamo volontari che cosa c’entra Orazio, poeta latino?

Ebbene amici miei credo che appartenere ad un gruppo significhi accettare le dinamiche di gruppo, sapersi confrontare, accettare le opinioni diverse e più in generale capire quando è il momento di esporre il proprio punto di vista ed invece quando è il momento di attendere.

Aderire ad un gruppo, di qualunque natura esso sia, significa condividere i principi fondanti, accettare l’evoluzione degli eventi e soprattutto vedersi rappresentati.

In sostanza quando si vive in comunità bisogna sapersi relazionare ed esprimere apertamente il proprio punto di vista. Non c’è peggior cosa nel differire nel tempo l’esternazione di stati di disagio ed il proprio malcontento. Molte volte un semplice disappunto può autoalimentarsi e diventare una vera e propria intolleranza, passando quindi da un estremo all’altro.

Sono il primo a ricordare a sé stesso che bisogna saper vivere i gruppi e sapersi confrontare. Non è un’affermazione banale, pensate a quante sono ogni anno le liti che si vengono a creare nei condomini. Senza entrare nei meriti per cui ci si trova di fronte al giudice, il motivo principale nasce dal fatto che non c’è rispetto per il prossimo e tornando alla citazione iniziale, Orazio ci insegna che:

“C’è una misura nelle cose: vi sono precisi confini, oltre i quali e primo dei quali non può sussistere il giusto”. 

Come dire nelle cose ci vuole equilibrio, saggezza, normalità. Già la “normalità” quella che ogni tanto l’essere umano tende a perdere.

Nella realtà quotidiana quando ci affacciamo al mondo, alle cose che ci circondano, spesso non ci rendiamo conto che tutto ciò che percepiamo è solo un punto di vista, il NOSTRO PUNTO DI VISTA!

Tornando alle attività di Fisps-Fvg, l’attuale Consiglio Direttivo sta cercando di girare pagina e scriverne una nuova, senza però dimenticare la storia del Gruppo e tutti gli sforzi fatti finora e i traguardi raggiunti. D’altronde penso che si debba essere orgogliosi di appartenere ad un gruppo che è stata la costola per costruire quello che è attualmente FISPS!

In Consiglio troviamo persone che hanno scritto la storia di questa Associazione e sono ancora qui tra noi. Vorrà dire qualcosa, non vi pare?

La continuità di intenti in una Associazione è l’arma vincente: ci possono essere momenti difficili, momenti in cui si rallenta, ma il percorso deve essere sempre di crescita.

Il Consiglio sta lavorando su diversi fronti, ma ha senso esporvi lavori in corso di svolgimento? Sapete meglio di me come gli obbiettivi si fissano e si devono raggiungere e se l’obiettivo non è raggiunto tutto il lavoro fatto è andato perso, vanificato, dissipando così energie che potevano essere indirizzate verso altri progetti. Credo che delle persone giudiziose prima lavorano per portare a casa il risultato e poi lo diffondono.

Vorrei soffermarmi su due aspetti che a mio parere, hanno completamente stravolto il modo di fare comunicazione all’interno di FISPS-Fvg: lo sviluppo del nuovo sito internet funzionale per la diffusione di comunicazioni a tutti gli Associati e la pubblicazione  delle sintesi dei verbali ovvero un modo per avvicinarvi e coinvolgervi maggiormente nelle decisioni che il Consiglio approva.

Qualcuno non è felice di questo affermando che la pubblicazione di riassunti lascia il dubbio a male interpretazioni del contenuto mancante, altri non comprendono questa scelta in quanto il Consiglio ha la fiducia dell’Assemblea, altri infine affermano che dalle sintesi si vede le volte in cui si riuniscono i consiglieri e quindi si misura il lavoro svolto. Ovviamente in questa sede non mi interessa soffermarmi anche sugli apprezzamenti di questi gesti, ma tutto per tornare a quanto detto in precedenza, ciò che percepiamo è solo un punto di vista.

Desidererei invece porvi qualche domanda:

  • Perché nessuno ci aveva pensato prima a rendere pubblici i contenuti dei verbali?
  • Avete mai cercato di capire in cosa consiste il lavoro di un CD?
  • Avete mai letto un verbale dei precedenti consigli in carica negli anni passati?
  • Secondo voi l’attività di un CD si misura soltanto dalle riunioni di Consiglio effettuate in un anno e dal numero di sintesi pubblicate?
  • Cosa potete sapere se i consiglieri lavorano anche con altri mezzi che la tecnologia ci offre come cellulari, email, Skype?
  •  E soprattutto: avete fiducia delle persone che avete nominato come membri del Consiglio?

Per noi sarebbe stato tutto più facile lasciare come prima anche questi aspetti, tanto nessuno ci avrebbe mai detto niente. Invece riteniamo corretto essere trasparenti con i nostri Associati, con l’intenzione di avvicinare le persone e senza voler perdere nessuno per comportamenti poco chiari.

Abbiamo un Consiglio, più forte e coeso che mai e questo deve far paura alle persone che vogliono remare contro il Gruppo. Al nostro interno c’è voglia di fare, ci sono proposte, condivisione negli obiettivi da raggiungere e continui allineamenti nelle varie tematiche.

Ovviamente la perfezione non esiste, ci sono tutte le difficoltà del caso e che potete immaginare: tutti grazie al cielo hanno la loro professione, la loro famiglia ed i loro impegni. Abitiamo in zone diverse, ma ripeto c’è un grosso lavoro alle spalle che non è misurabile.

“Il Presidente in carica non si fa mai sentire”, è una delle frasi  più ricorrenti dopo la sua nomina e che mi fanno osservare: scusate ma FISPS-Fvg deve essere espressione e volontà di una sola persona, oppure hanno voce in capitolo anche addetto alla comunicazione, Segreteria ed i singoli componenti? A meno che non sia sintonizzato su un altro canale, ma credo che questa squadra si faccia sentire.

Se per qualcuno farsi sentire vuol dire trovarsi settimanalmente in sede, fare qualche volta la cena assieme, fare la chiacchierata al telefono è libero di proporre, organizzare e di chiamare. Ci sono iniziative che sono belle che nascano anche dalle persone e non necessariamente da un Consiglio.

Vi ricordo che per quanto riguarda gli incontri in sede, con la scusa dell’aggiornamento piano turni, è stata trovata una bella soluzione peraltro ben accettata da tutti, che ci ha permesso di condividere maggior tempo assieme.

Qualcuno continua a criticare il fatto che il Consiglio non si fa sentire, ma scusate dobbiamo chiamarvi uno per uno? Perché questo gesto deve poi essere fatto dal Consiglio, che tipo di status acquisisce un consigliere dopo la sua nomina? Credo che a livello di rapporti personali siamo tutti sullo stesso piano e quindi anch’io avrei piacere di essere contattato da ognuno di voi per sentire vostri consigli, proposte, disponibilità varie.

Vogliamo parlare, per esempio, di disponibilità? Mai sentito nessuno che spontaneamente abbia chiesto ai consiglieri se servisse una mano, mai sentito nessuno candidarsi per posti vacanti. Eppure questo Consiglio dopo le dimissioni del Presidente ha cercato di ottemperare a tutti i suoi impegni.

Tutto è semplice e tutto è difficile nella vita, ma se ci si assume un ruolo diverso dalle proprie possibilità, non solo si fa una brutta figura, ma si tralascia anche il ruolo che si poteva svolgere. Beh non credo di interpretare male i ruoli assunti e lo stesso posso dire per i miei colleghi.

Potrei stare qui a scrivere per ore ed ottenere il vostro consenso su alcune cose piuttosto che su delle altre, ma ritorniamo sempre al principio di prima: è il nostro punto di vista!

Vi pregherei di meditare sulle parole che ho voluto condividere con Voi e magari avere un atteggiamento diverso durante uno dei prossimi incontri, dove avremo modo di parlare della nostra cara Associazione. Durante la cena nonostante il Presidente abbia accennato alcuni temi nessuno ha proferito dubbi, perplessità o la semplice volontà di voler approfondire un qualsiasi tema e questo sinceramente mi è dispiaciuto moltissimo.

Concludo con alcune parole che sono tratte dall’opera di Leon Battista Alberti “De Re Aedificatoria”:

“Se tu costruirai
con molta eleganza un muro
o un porticato,
se lo ordinerai di porte,
colonne e tetto,
I migliori cittadini plaudiranno
E si compiaceranno con te
Come per se stessi,
Soprattutto
Perché avranno compreso
Che con tale frutto
Delle tue sostanze
Hai contribuito
In modo cospicuo
alla fama ed allo splendore tuo,
della tua famiglia,
Dei tuoi discendenti
E dell’intera città”
 

 

Ringrazio per l’attenzione.