Il mondo del soccorso sulle piste da sci vive da decenni fasi alterne e forse quella attuale è molto delicata per il futuro dell’attività a cui dedichiamo parte del nostro tempo libero. Una fase che, in conseguenza delle sempre più limitate risorse finanziarie disponibili e dei tanti problemi che gravano nella collocazione a livello nazionale e nelle singole realtà regionali, richiede capacità progettuale, creatività, passione, dinamismo e spirito collegiale.

Questo mondo sta cambiando rapidamente e con esso anche la figura del soccorritore, che, oggi più che mai, in una realtà in forte trasformazione, dovrebbe necessariamente essere caratterizzato da dinamismo, oltre che da una disponibilità continua, da un forte radicamento nella realtà locale e al tempo stesso dalla capacità di sviluppare una rete di relazioni a livello locale, nazionale e internazionale. Accanto ad una qualificata esperienza, che necessita di continui corsi di formazione ed aggiornamento, andrebbe posta anche la propria credibilità scientifica, culturale ed etica.

E’ opportuno evitare l’esempio di gestioni eccessivamente burocratizzate o, peggio, di tipo autocratico e autoritario, che bloccano, in un momento delicato, lo sviluppo del nostro mondo, relegandolo inevitabilmente ad un ruolo marginale.

In qualsiasi contesto la raccolta di apporti ed adesioni trasversali, può determinare l’instaurazione di rapporti proficui, stesso discorso se ci si confronta apertamente su idee e programmi senza mai degenerare ma, con l’unico scopo di perseguire l’interesse per il bene comune. Bisogna saper cogliere e valorizzare l’apporto delle competenze presenti nelle varie proposte alternative.

Sulla base di queste considerazioni, ritengo che per poter interpretare al meglio questa nuova fase è assolutamente necessario sostenere con nuova linfa il concetto di spirito collegiale.

Il nostro modello, inserito in un contesto di norme regionali che con il tempo sono state create, funge da “laboratorio” e costituisce un vanto per il nostro Gruppo; dobbiamo proseguire su questa strada e spingere verso una maggiore collaborazione ed una integrazione multidisciplinare.

I principi generali alla base dello spirito della collegialità che si devono sempre tenere presenti sono:

il principio della collaborazione: promuovere la partecipazione di tutti coloro che compongono il Gruppo per raggiungere gli scopi che l’Assemblea si prefigge;

il principio del rispetto delle competenze: si deve incoraggiare ognuno a fare la propria parte sostenendo le giuste iniziative, stimolando e coordinando armoniosamente le diverse forze che operano (Collegio Regionale, Fisps etc);

– il principio della persona giusta al posto giusto: si deve guardare sempre al bene delle persone e cercare di valorizzarle tutte, secondo i loro carismi e le loro capacità, nel modo più idoneo e utile;

il principio della giustizia e della verità: è bene ricordare giustizia e verità, evitando visioni e schemi personalistici, per camminare tutti assieme sui binari del rispetto reciproco.

Mi sembra importante enunciare questa filosofia che, a mio parere, deve ispirare l’azione di governo sia nelle grandi scelte strategiche sia nella prassi quotidiana per il modello del Friuli V.G. che potrebbe fungere da catalizzatore per un vero e proprio “impianto legislativo” con rilevanza nazionale.