Incontro molto piacevole quello di oggi. Assieme agli amici del Nevegal abbiamo trascorso una bella giornata in montagna e ripassato degli argomenti molto importanti per tutti noi: interventi su traumatizzati con politrauma, intervento con elisoccorso e recupero su terreni ripidi con conseguenti manovre in cordata, per operare in totale sicurezza.

Per ciò che riguarda i nodi, tema molto caro a tutti i partecipanti alla giornata odierna, l’Istruttore Rossano ha lasciato molto spazio facendo provare e riprovare diverse manovre.

Ricordiamo che ai singoli nodi si possono attribuire delle proprietà specifiche quali:

  1. la semplicità di esecuzione;
  2. l’adattabilità ad una determinata applicazione in base alle sue peculiari proprietà meccaniche;
  3. la efficienza (o resistenza), ossia la scarsa diminuzione del carico di rottura rispetto all’iniziale carico di rottura della corda;
  4. la sicurezza ovvero la scarsa tendenza del nodo a sciogliersi, in assenza di manipolazione della sua struttura ed in maniera indesiderata, se sottoposto a particolari condizioni (ad esempio alcuni nodi risultano particolarmente poco sicuri se sottoposti a strappi, o sfregamenti, o se bagnati);
  5. la facilità a sciogliersi in risposta ad una opportuna manipolazione anche con la corda bagnata (in generale l’acqua modifica le proprietà fisiche della corda e rende disagevole sciogliere i nodi);
  6. la minore o maggiore propensione a danneggiare la corda a causa di un eccessivo serraggio in risposta alla tensione della corda stessa.

L’uso e la conoscenza dei nodi è necessaria in diverse discipline e attività, che variano dall’arrampicata, all’alpinismo, alla speleologia, al soccorso ed in particolare nelle operazioni di recupero di persone ferite in luoghi impervi (ad esempio in conseguenza di incidenti in montagna).

Il numero dei nodi conosciuti ed usati nelle varie discipline è dell’ordine delle centinaia, ma molti nodi complessi usati nello specifico delle varie attività derivano dalla modifica di nodi base comuni a tutte le discipline modificati; il numero di questi ultimi è dell’ordine di qualche decina.

I nodi sono stati storicamente suddivisi in categorie in base principalmente a due parametri: le loro caratteristiche meccaniche peculiari e la loro adattabilità ad un determinato uso. Le categorie principali di nostro interesse sono:

  • nodi di arresto: tali nodi, eseguiti ad un capo della corda, sono utilizzati per arrestarne la corsa ed impedirne la fuoriuscita dalla sua sede. Sono nodi di arresto il nodo semplice, il nodo Savoia;
  • nodi di giunzione: eseguiti in contemporanea su due corde servono a congiungerle temporaneamente p.e. nodo piano, doppio inglese;
  • nodi autobloccanti: sono nodi che vengono utilizzati per collegare due corde, in modo che una scorra sull’altra e che possa frenarsi o rallentarsi se sottoposta ad un carico. Ne sono esempi i nodi Prusik, Marchand.

Abbiamo una bella fortuna ad avere al nostro fianco una persona molto competente, di comprovata esperienza che si presta ad insegnarci quanto ha imparato in tutti questi anni. Rossano è un vero Istruttore, riconosciuto a livello nazionale e non solo dalla nostra Federazione, che si è speso molto negli anni per portarci dove siamo arrivati.

Ovviamente anche il tema odierno è ben spiegato nel manuale didattico che lui stesso ha redatto e messo a disposizione di FISPS. Ulteriore segno di disponibilità per la crescita di questo bene comune e di quella professionalità necessaria per essere considerati interlocutori credibili.

Mi sento di dire: grazie Rossano!