Con il termine prevenzione generalmente s’intende “Il complesso delle disposizioni o misure necessarie per evitare o diminuire i rischi che possono cagionare dei danni”.
È un termine di uso comune utilizzato sia nel linguaggio di tutti i giorni, sia in ambiti professionali per esempio in campo medico (è di questi giorni l’auspicio di trovare un vaccino preventivo al virus H1N1, noto alla cronaca come influenza suina), nel mondo del lavoro e addirittura in campo militare (c.d. guerra preventiva).

Quindi di prevenzione si parla nel sociale, nel diritto, nella sanità e se ne deve parlare anche nella nostra attività, di soccorso e sicurezza piste, possibilmente agendo con le leve che possono contrastare l’instaurarsi di fenomeni distorti ovvero:

  • l’informazione,
  • la conoscenza,
  • la formazione.

Un analista attento si sarà accorto come negli ultimi anni si sia evoluto l’ambito di cui si occupa la prevenzione, passando dall’obiettivo di anticipare e prevenire gli incidenti in pista, all’obiettivo di promuovere la salute e il benessere in ogni sua dimensione, sviluppando migliori condizioni di vita (per esempio si sente più spesso dire: “venite a sciare perché lo sport fa bene” o “passate una giornata all’aria aperta, le piste sono sicure e sorvegliate”). Un concetto che da statico è diventato gradualmente dinamico, non si tratta più quindi, soltanto, di prevenire bensì di promuovere, di fare leva sull’esistente, sulle risorse del singolo, del gruppo e della comunità al fine di migliorare la qualità della vita.

La prevenzione deve avere lo scopo di rafforzare le competenze personali (trasferire le informazioni) e le competenze della comunità (divulgare la conoscenza) poiché il miglioramento della qualità della vita si può realizzare solo attraverso interventi congiunti, volti a promuovere e tutelare le risorse presenti nella comunità.
Nel nostro campo la prevenzione non deve essere solo legata all’adozione di comportamenti e procedure operative adeguate, al controllo dei luoghi ed alla segnalazione di situazioni di pericolo, ma cambiando i termini di riferimento la prevenzione deve occuparsi anche di formazione alla comunità. Intendo dire che gli interventi di prevenzione, in qualsiasi ambito, devono essere realizzati dove le persone vivono quotidianamente, dove interagiscono con gli altri, dove quotidianamente costruiscono la propria identità di persone inserite in un ambiente sociale.

Allora quale sarebbe la strada migliore per promuovere e tutelare le risorse della comunità?
Risposta utopistica: l’investimento dovrebbe venire da parte di tutto il sistema sociale (dalle famiglie, dalle istituzioni, dai gruppi formali ed informali) perché è tutto il sistema ad esserne coinvolto nelle sue scelte politiche e nella sua dimensione organizzativa.

Altra risposta: gli interventi di promozione della salute vogliono rafforzare le risorse manifeste e potenziali degli individui, proponendo investimenti sugli stili di vita, sulla formazione personale e sulle competenze collettive. FISPS è in grado di dare il suo contributo in termini di promozione della salute e benessere insegnando, per esempio, agli studenti nelle scuole il modo migliore per approcciarsi alla montagna: abbigliamento adatto per l’attività sportiva, conoscenza dei pericoli, saper leggere un Bollettino nivometeorologico oppure dando consigli sulla preparazione fisica opportuna per godersi una tranquilla domenica sugli sci!