Siamo quasi arrivati a 2/3 della stagione sciistica 2010/2011 e Fisps comincia a fare un’analisi preconsuntiva della propria attività in pista. Dall’inizio della stagione ad oggi sono state prestate 33 giornate per la sicurezza ed il soccorso piste nella stazione di maggiore rappresentanza, ovvero quella pordenonese di Piancavallo. Si contano circa 872 ore fornite da tutti i componenti Fisps e circa 80 interventi a seguito di chiamate di soccorso. Dai primi dati analizzati, Fisps risulta essere un’importante risorsa nell’ambito della gestione della sicurezza e del soccorso in pista. E’ bene tenere presente che anche Carabinieri e Corpo Forestale  Regionale sono dotati della necessaria abilitazione per prestare questo servizio in pista. Precisiamo inoltre che tutti questi interventi vengono poi affidati al personale sanitario ed al medico di guardia che si trova nell’ambulatorio adiacente al palaghiaccio.

La qualità che maggiormente ci contraddistingue e viene riconosciuta da coloro che si avvicinano a Fisps è il nostro spirito. E’ una delle caratteristiche più visibili e maggiormente apprezzate dalle persone che vengono da noi “assistite”. Credo di non esagerare nell’asserire che con piccoli e grandi gesti i soccorritori Fisps trasformano la comunità in cui operano fornendo un servizio altamente qualificato. Oserei definirlo un “servizio alla collettività” ed al turista, un servizio offerto sul quale anche la Regione dovrebbe porre maggiore attenzione.

Si dovrebbe pubblicizzare di più i servizi a disposizione del turista che soggiorna sulle nostre montagne, evidenziando la Regione come promotrice delle “vacanze sicure”. Enfatizzare il fatto che anche in caso di incidente, purtroppo sulle piste da sci possono succedere, la Regione garantisce un servizio di soccorso adeguato. Girando per altre stazioni europee assicuro che è tutt’altro che scontato!

Dovrebbe diventare uno slogan “Sciate in sicurezza! Noi pensiamo a tutto il resto”.

Nel tempo con la crescita della professionalità è aumentata, per forza, anche l’organizzazione “burocratica”. La crescita in formazione e gli investimenti in attrezzature e mezzi ha sicuramente elevato il grado di competenza dei volontari e rimangono situazioni in cui non è possibile prescindere dalla natura professionistica degli stessi.

Nel ragionamento bisogna anche tenere presente le delicate dinamiche che si instaurano tra specializzazione tecnica e volontariato a presidio della sicurezza e del soccorso sulle piste da sci.

Un grande patrimonio che, assieme al capitale umano, organizzativo e a quello relazionale, costituisce il capitale intellettuale che è a disposizione, in primis della stessa regione Friuli V.G., della società Promotur  e di tutta la collettività.

Le nostre figure collaborano attivamente, da sempre, con la società degli impianti e gli altri operatori (principalmente con Promotur, Carabinieri, Corpo Forestale) rendendosi sempre disponibili e creando un gruppo operativo coeso. Inoltre la preparazione e l’interscambiabilità dei membri delle squadre di intervento, nonostante i protocolli di intervento dei diversi Enti non siano uniformi a livello operativo, hanno sempre permesso il regolare svolgimento delle attività di soccorso. Ritengo questo un aspetto tutt’altro che marginale, anzi un punto di vera forza!