Da qualche giorno siamo rientrati in Italia; “siamo” io ed il Presidente di FISPS, Cesare Girardi ed è forse il momento di condividere alcuni ricordi, alcune riflessioni e gli spunti per il prossimo convegno.

Ricordi: gli amici, quelli nuovi e quelli incontrati nelle precedenti occasioni. Facce diverse, altre conosciute che raccontano le loro esperienze in materia di soccorso.
Come coordinare un intervento, quali sono gli elementi da tenere in maggior considerazione oppure quali strumenti possono riusultare indicati.

Confronti: Ah! Tu fai così? Io faccio in questo modo… A me invece non è permesso dalle norme… che poi suonava più Mhmmm… That way? Ya, ich tue auf diese Weise… A me no se permite por las leyes.
Nonostante Babele avesse messo il suo zampino, alla fine con la buona volontà, la predisposizione d’amino ed un po’ di inglese le discussioni arrivavano ad un punto comune.

Interessante ed istruttiva, anche se di interesse un po’ minore per noi Italiani vista l’attività del C.N.S.A., la giornata dedicata alla ricerca in valanga. Erano presenti i signori di Recco che hanno messo a disposizione alcune loro persone ed un paio dei loro rilevatori R9. La giornata sul campo ha fatto seguito ad una mattinata in aula; sono state predisposte 8 stazioni in cui sperimentare i diversi elementi della ricerca di travolti.

Importante, soprattuto per l’obiettivo a lungo, forse lunghissimo termine -viste le differenti Leggi negli Stati- di “uniformare le pratiche di soccorso”, l’incontro in aula in cui le diverse Nazioni hanno presentato i loro stato dell’arte e delle norme in merito ai traumi agli arti inferiori. La sessione si è conclusa con il Dr. Kongstad che ha tirato le fila delle riflessioni ed ha proposto un indicazione di massima da proporre alle Associazioni in merito alla trazione e riallineamento che potete trovare nella documentazione del convegno.

Ci sono stati anche momenti di contorno; una serata al Bob’s place ospitati da Bob, ora gestore del locale sulle piste da sci e prima pattugliatore, che ha condiviso con noi alcuni suoi punti di vista sul Åre e sul soccorso in pista. In fine, ma non ultimo, l’incontro con i Sami una popolazione di allevatori di renne, una volta nomadi ora più stanziali. Ci hanno fatto conoscere alcuni aspetti della loro cultura e ci hanno ospitato a cena in una loro tenda.

Riflessioni: non siamo poi tanto diversi, soprattutto dentro. Un soccorritore italiano da un componente della Patrullas de Ski Cilena, da un skidpatrull Svedese ad ski patroller Austrliano.

Bello l’interesse che continua ad esserci ed allargarsi: i membri storici continuano a impegnarsi, ci sono associazioni che rientrano come la Norvegia ed alcune divisioni della National Ski Patrol Americano o che si avvicinano come la Finlandia.

Voglia di lavorare e fiducia nel progetto ce n’é in giro per il mondo e credo valga la pena continuare tributare anche la nostra.

Spunti: il prossimo convegno sarà in Giappone. La nostra presenza vorrà essere più incisiva con la presentazione di sessioni tecniche sul campo o in aula e, compatibilmente con le risorse economiche, più numerosa.

Abbiamo chiesto se c’erano già candidati per l’edizione del 2015 e ci siamo impegnati a valutare le nostre capacità per formalizzare nel giro di qualche mese la nostra candidatura da presentrare nel corso del convegno 2011.

Per sommi capi è tutto. Mancano i sorrisi, le pacche sulle spalle e gli arrivederci prima di salire sulla corriera. Ma già negli occhi c’erano i ohilà ben trovato cos’hai fatto negli ultimi due anni? che ci diremo a Rusutsu.